Chongyang, la festa del crisantemo che si beve in tazza

Il Chongyang (重阳节), o Festa del Doppio Nove, cade il nono giorno del nono mese lunare — nel 2026 il 18 ottobre. Nato durante il Periodo degli Stati Combattenti e diffuso nella dinastia Han, si celebra scalando le colline e ammirando i crisantemi, fiore simbolo di longevità. La bevanda tradizionale è il tè al crisantemo (菊花茶): tecnicamente non è un vero tè, ma un infuso di fiori essiccati, senza foglie di Camellia sinensis.

Vai all'articolo

C'è una festa cinese che si celebra scalando una collina e bevendo una tazza di fiori. Si chiama Chongyang, cade il nono giorno del nono mese lunare — il 18 ottobre nel 2026 — ed è una delle poche ricorrenze del calendario asiatico legata così esplicitamente a quello che si beve in tazza.

Da dove viene il Chongyang

Le origini risalgono al Periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.), e la festa si diffuse davvero nella dinastia Han (202 a.C.-220 d.C.). Il nome viene dalla numerologia: nel sistema cinese il nove è numero yang, e il nono giorno del nono mese è quindi un doppio yang, chongyang.

Le tradizioni principali sono tre: scalare una collina o una montagna, ammirare i crisantemi in fiore (è proprio la loro stagione), e bere tè al crisantemo. Secondo la medicina tradizionale cinese, il crisantemo avrebbe una natura rinfrescante, pensata per bilanciare l'eccesso di yang di questo doppio giorno yang — una credenza culturale, non un claim su cui costruire promesse di salute.

Il tè al crisantemo non è davvero un tè

Vale la pena dirlo chiaramente, perché è un equivoco comune: il 菊花茶 (júhuā chá) non contiene foglie di Camellia sinensis, la pianta da cui nascono tutti i tè veri (verde, bianco, oolong, nero, pu-erh). È un infuso di fiori di crisantemo essiccati, spesso della varietà Chrysanthemum morifolium o Chrysanthemum indicum — una tisana, nella stessa famiglia di prodotti del Soba Cha o della camomilla, non un tè in foglia.

Questo non lo rende meno interessante: semplicemente è un'altra categoria, con una sua storia e un suo posto nella cultura cinese. Il crisantemo, tra l'altro, è uno dei "quattro gentiluomini" della pittura cinese classica insieme a bambù, orchidea e prugno, simbolo di carattere onorevole oltre che di longevità.

Perché è un'occasione che vale la pena conoscere

Nessun brand italiano del tè presidia questa ricorrenza, ed è un peccato: è un'occasione perfetta per raccontare una categoria — i fiori essiccati nell'infuso — che il pubblico italiano conosce ancora poco, con la stessa cura con cui si racconta l'origine di un tè in foglia.

Se il 18 ottobre ti va di festeggiarlo a modo tuo, prova la versione più semplice: qualche fiore di crisantemo essiccato in infusione a 90-95°C per 3-5 minuti, magari con una scaglia di zucchero di canna o un pezzetto di goji, come si fa spesso in Cina.

mano che versa del tè da una teiera a una tazza

Potresti trovare interessanti anche questi articoli